Tutte le risposte ai dubbi sul 5G

Si è parlato davvero tantissimo della possibile pericolosità del 5G in questo periodo, addirittura associandolo anche a possibili problematiche con il Corona Virus. Ma cosa c’è di vero in tutto quello che si racconta in giro? Cosa sappiamo veramente su questa tecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo di trasmissione delle informazioni? Proviamo a fare un po’ di chiarezza almeno su qualche domanda fondamentale.

Che cos’è il 5G?

Partiamo dalla base: di cosa parliamo quando ci riferiamo al 5G? Letteralmente è l’acronimo per “Quinta Generazione”, dove si intende appunto il nuovo sviluppo delle reti di comunicazione mobile. Si intende quindi non tanto una nuova tecnologia (che di fatto è sempre la stessa di prima), quanto un netto miglioramento delle prestazioni nell’utilizzo.

Il motivo è l’ottimizzazione di tutte le componenti di comunicazione (antenne, modem e cellulari) che consentiranno l’utilizzo anche di frequenze nettamente più alte. Il risultato pratico sarà una velocità estremamente più elevata nonchè la possibilità di collegare contemporaneamente tra loro un numero di apparecchi decisamente più ampio.

Le frequenze del 5G sono dannose?

Il capitolo delle frequenze è uno di quelli più spinosi riguardo al 5G, perchè di base molte delle lamentele partono proprio dal presupposto che possano fare male. Partiamo dal presupposto che la pericolosità delle onde elettromagnetiche è terreno per scienziati ed esperti, e che da loro si aspettano risposte dopo aver effettuato studi in merito relativi al 5G. Cosa che al momento non è ancora disponibile, visto che non ci sono studi definitivi che possano avvalorare o negare l’ipotesi di un qualche effetto dannoso.

E’ lo stesso Istituto Superiore della Sanità a dichiarare che al momento non è possibile fare valutazioni precise in merito: «Al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G. Se da un lato aumenteranno sul territorio i punti di emissione di segnali elettromagnetici, dall’altro questo aumento porterà a potenze medie degli impianti emittenti più basse. Un’ulteriore riduzione dei livelli medi di campo sarà dovuta alla rapida variazione temporale dei segnali. Una valutazione adeguata dell’impatto di questa nuova tecnologia potrà essere effettuata solo a seguito di una conoscenza dettagliata delle caratteristiche tecniche degli impianti e della loro distribuzione sul territorio.»

Si sottolinea quindi come per la stessa natura del 5G, dovremmo sì avere frequenze più alte, ma anche molto meno invasive, tanto che per risolvere il problema dovremo avere molte più antenne con un raggio minore. Il che ci porta all’altra domanda.

Il 5G usa le stesse frequenze del microonde?

Quando sentiamo parlare del microonde ci immaginiamo subito qualcosa di molto pericoloso se rapportato all’ambiente esterno. In effetti almeno dal punto di vista di frequenze, potrebbe succedere che il 5G (che viaggia in un gamma da 3 a 30 Ghz) si ritrovi nella stessa delle microonde, ma la differenza resterebbe comunque nella potenza delle stesse: milliwatt per i cellulari, kilowatt per il forno di casa. Differenza quindi esponenziale.

Sono proprio le alte frequenze del 5G però a dare indicazioni più interessanti, visto che come dicevamo prima, questo tipo di onde penetrano molto meno rispetto a quelle basse.

Il 5G provoca il cancro?

E’ un’altra delle preoccupazioni più diffuse sull’argomento. Non completamente a caso peraltro, visto che qualche dubbio sulla pericolosità delle radiofrequenze rimane (e vale anche se non soprattutto per le tecnologie già esistenti). Gli organi competenti per ora non ci hanno risolto il problema, visto che se da una parte l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le radiazioni in radiofrequenza come possibile cancerogeno 2B, dall’altra però sappiamo come in quella stessa categoria di rischio cancerogeno sono presenti anche l’aloe, i sottaceti, molti dei classici elettrodomestici e il talco per bambini.

Uno studio  molto citato in merito a possibili problemi di questo genere, è quello presentato dall’Istituto Ramazzini di Bologna che avrebbe dimostrato un’incidenza maggiore di alcune forme tumorali su alcune cavie da laboratorio. Lo studio però non riguarda direttamente le frequenze del 5G ed è già stato smentito in vari modi dalla comunità scientifica internazionale, lasciando anche in questo caso aperto il dubbio.

Insomma che i campi elettromagnetici possano avere un qualche risvolto sulla salute è più che possibile, ma la situazione non si aggraverà più di quella che è già con l’arrivo del 5G, anzi, tornando a quanto detto sopra potrebbe paradossalmente migliorare, visto che almeno da questo punto di vista l’esposizione tenderebbe a essere inferiore.

Stanno abbattendo alberi per fare posto al 5G?

Questa è una notizia che ha avuto molta eco da parte dei sostenitori anti 5G. L’idea è che si stiano abbattendo migliaia di alberi proprio per fare “spazio” alle esigenze del 5G, che avrebbe nel fogliame degli stessi un ostacolo pericoloso per il diffondersi delle sue onde (proprio perchè come detto sopra, essendo molto meno invasive non riuscirebbero a passare indenni il fitto fogliame).

E’ risultato quindi fin troppo facile associare un fatto a un presupposto. Il fatto è che in tutti i comuni, ciclicamente molti alberi vengono abbattuti per tanti diversi motivi (malattie, sono vecchi, pericolanti, se ne innestano di nuovi, e via dicendo) e le immagini riportate sono quindi reali e veritiere. L’associazione con il 5G invece è al momento un’ipotesi senza fondamento, e anche i molti casi riportati fino ad ora sono poi risultati essere semplici interventi ben motivati dai vari comuni.

Il 5G ha favorito lo sviluppo del Corona Virus?

Infine c’è la domanda che è andata tanto di moda proprio in parallelo all’evolversi della pandemia del corona virus. Il motivo di tale correlazione è che per alcuni era sospetto che la diffusione del virus fosse avvenuta proprio nelle due regioni dove si stavano sperimentando le nuove antenne del 5G, Wuhan e il Nord Italia.

Ora, se su qualche preoccupazione precedente ci possono essere dei dubbi da risolvere, in questo caso le informazioni in possesso dicono senza tante incertezze che non c’è alcun motivo di dare credito a questa voce. La possibilità che il 5G abbassi le difese immunitarie in qualche modo, è infatti ampiamente smentita al momento e certo non ci sono prove ad avvalorarla.

Di fatto, con la diffusione praticamente in ogni parte del mondo del virus (ivi comprese nazioni come l’Iran e altre che il 5G non l’hanno ancora provato), decade anche l’unica possibile correlazione di partenza.

Conclusioni

Il 5G è quindi totalmente sicuro? Ci sono un paio di premesse da fare. Intanto nulla può essere sicuro al 100%, per cui possiamo ragionare in termini di possibilità anche in questo caso. Di certo al momento non c’è nessuno studio che possa provare qualcosa in maniera definitiva, nè in un senso nè nell’altro.

Del resto non abbiamo prove definitive nemmeno delle tecnologie presenti da ben più tempo di una che è appena nella sua fase di prova. Quello che però sembra probabile, è che per sua stessa natura, difficilmente potrà essere peggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Sostienici!